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I grandi pesi piuma del passato

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Chava
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Non c'è paragone tra Pep e gli altri pesi piuma. Stiamo parlando dell'uomo con il maggior numero di vittorie nella storia della boxe: 229, a fronte di undici sole sconfitte. Due volte campione dei piuma, la prima delle quali per sei anni consecutivi. Di cosa stiamo discutendo? Arguello è stato il migliore tra i superpiuma, non sicuramente tra i piuma. Né può esserlo stato Sanchez per ovvie ragioni.

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poeta
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Non concordo: le sconfitte subite con Saddler (3 su 4 match) ne dimostrarono i limiti. Sicuramente era un Pep nella fase discendente, ma un po' come nel tennis non ci si può solo basare sui record(o i tornei vinti) per dare una valutazione complessiva di un pugile:bisogna anche vedere chi hai battuto. Pep è tra i primi 10 piuma all time..ma seppur abbiano militato (per loro ragioni) meno tempo tra i piuma Arguello e Sanchez gli erano superiori per caratteristiche tecniche e fisiche. Per me si giocano il primo posto con Saddler appunto..ma tutte le idee sono valide(o quasi) paragonando pugili di epoche diverse

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Magic Man
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Secondo me dire che le sconfitte di Pep contro Saddler ne "dimostrarono i limiti" è un po' fuorviante. In primis perché, come è già stato ricordato, Pep subì infortuni gravissimi in un incidente aereo nel gennaio del 1947 che ne minarono il fisico ed infatti mostrò già prima di affrontare Saddler dei segnali di "cedimento" faticando contro avversari modesti come Archie Wilmer e Pedro Biesca che al suo meglio avrebbe battuto molto più facilmente. In secondo luogo perché arrivò al primo incontro con Saddler con 136 match alle spalle, numeri oggi semplicemente fantascientifici che se sommati all'incidente già citato mai e poi mai potevano associarsi a un pugile perfettamente integro. Ciè poi da aggiungere che la prima sconfitta fu brillantemente vendicata nel rematch e che la terza sfida fu persa per infortunio a una spalla mentre Pep era in vantaggio. Quanto al quarto match, è considerato uno dei più scorretti della storia del pugilato, con i due pugili autorizzati a infrangere qualunque regola, uno scenario che non poteva che favorire il fisicamente mostruoso Saddler. Insomma, io stesso mi sono posto il problema di comparare Saddler e Pep in classifica domandandomi se lo score di 3 a 1 nei loro scontri diretti giustificasse un eventuale inversione di posizioni rispetto alle graduatorie degli esperti più accreditati, ma tenendo conto di quanto scritto sopra e della parte restante delle rispettive carriere credo che Pep meriti comunque il primo posto. Sanchez è stato un grandissimo e se la sua carriera fosse proseguita forse sarebbe riuscito a proporsi per il vertice, ma essendosi interrotta tragicamente e bruscamente anzitempo, non credo possa andare oltre la terza piazza. Arguello infine andrebbe a mio parere classificato nei pesi superpiuma, categoria in cui è rimasto più a lungo ai vertici mondiali senza mai subire sconfitte piuttosto che nei piuma dove oltre a vincere meno incontri iridati ha anche subito una sconfitta piuttosto netta contro Ernesto Marcel.

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Magic Man
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Benché l'immenso Wilfredo Gomez vada senz'altro classificato tra i grandi supergallo, parlo qui del suo derby contro Juan Laporte visto che gli permise di laurearsi campione del mondo nella categoria dei piuma. Pur avendo intrapreso la parabola discendente dopo le innumerevoli aspre battaglie sostenute in carriera, Gomez diede vita a una performance scintillante, vincendo quasi tutti tutti i round e regalando spettacolo al pubblico di San Juan. Laporte in questo come in tanti altri match della sua carriera diede prova di capacità di incassatore semplicemente sbalorditive, subendo una quantità di bordate al corpo e al volto che avrebbero piegato un toro ma restando stoicamente in piedi fino alla fine e cercando di tanto in tanto di capovolgere la situazione con i suoi gancioni esplosivi. Troppo occasionali però i suoi attacchi: pur riuscendo a scuotere per un attimo l'avversario nel terzo round e pur piazzando alcuni buoni colpi nel quarto e nell'undicesimo, quando tentò pure un cambio guardia disperato, per la stragrande maggioranza del tempo fu costretto s subire spalle alle corde il bombardamento di Gomez. Interessante che quest'ultimo, durante gli scampoli finali del match, si sia rivolto, nel bel mezzo dell'azione a Hector "Macho" Camacho che sedeva in platea, forse sfidandolo. C'è da dire però che Camacho militava nei superpiuma, categoria in cui sarebbe diventato campione di lì a poco prima di salire nei leggeri, motivo per cui i due non si sono mai affrontati.

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Magic Man
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Uso ancora questo thread per parlare di un match i cui protagonisti hanno trascorso più tempo in altre categorie di peso, ovvero quello tra Wilfredo Gomez e Azumah Nelson, valido per il mondiale WBC dei pesi piuma e disputato nel 1984 a San Juan.

Gomez era il favorito della vigilia, non soltanto perché combatteva in casa, ma anche perché aveva alle spalle una carriera stratosferica mentre Nelson si era segnalato "soltanto" per la spettacolare battaglia contro Salvador Sanchez da cui era uscito sconfitto per KO tecnico all'ultimo round di una sfida equilibratissima. Tuttavia il portoricano iniziava a sentire il peso delle tantissime battaglie a viso aperto sostenute in carriera ed era inoltre in una categoria di peso in cui il suo binomio potenza/mascella non era lo stesso che poteva esibire nei supergallo. 

La maggiore prestanza fisica di Nelson emerse già nel corso del terzo e del quarto round: negli scambi a viso aperto era sempre Gomez a riportare i danni maggiori, mentre il ghanese assorbiva i colpi migliori del suo avversario senza battere ciglio e senza smettere di venire avanti. Gomez ebbe anche lui le sue fasi favorevoli, quelle in cui combattè da outfighter puro, girando rapidamente sulle gambe e colpendo da lontano, ma farlo gli costava un notevole dispendio di energie, e Nelson aspettava sornione che il campione si stancasse per tornare a bombardarlo da vicino.

Nel complesso si è trattato di un match equilibrato che ha vissuto di fasi alterne, ma dalla decima ripresa era chiaro che il pugile di casa fosse ormai in riserva e che un'accelerazione decisa di nelson avrebbe potuto rivelarsi fatale. E infatti nel round successivo è arrivato puntuale l'epilogo, con Gomez coraggioso nel rialzarsi dopo il primo atterramento ma rimesso subito giù in modo brutale per lo stop definitivo. Personalmente ho un cartellino di parità dopo 10 round: 95 a 95 e non ho regalato assolutamente nulla allo sfidante. Il cartellino del nostro connazionale Marcello Bertini non lo condivido, a mio parere è stato davvero generoso col pugile di casa nel dargli 4 punti di vantaggio. Il KO ad ogni modo ha reso il tutto ininfluente.

 

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Magic Man
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Ho iniziato a ripercorrere la carriera di Eusebio Pedroza, autore di un regno lunghissimo come campione del mondo dei pesi piuma. Ho visto dapprima il Ko subito in gioventù per mano di Alfonso Zamora su cui non c'è molto da dire: Pedroza si fece sorprendere da un destro caricato a tutto braccio e ne pagò le conseguenze vista la potenza superlativa del rivale. Sono passato poi alla conquista del mondiale dei piuma che Pedroza ottenne nel 1978 mettendo fuori combattimento il detentore spagnolo Cecilio Lastra a Panama in 13 riprese.

I primi due round furono noiosissimi, con i due pugili intenti a fintare e a guardarsi senza fare praticamente nulla di concreto. Poi al primo affondo deciso di Lastra, Pedroza lo stese con un montante al mento guadagnandosi così l'inerzia del match: intimidito dall'episodio lo spagnolo restava esitante e faceva partire i suoi colpi da troppo lontano agevolando la difesa dello sfidante, abile nel toccare spesso con diretto destro di prima intenzione per poi rifugiarsi in interminabili clinch. Le riprese si susseguivano quasi in fotocopia, con Lastra che non riusciva a venire a capo dell'agilità e delle doti ostruzionistiche dell'avversario, al punto che quando Pedroza a fine nono round ha finalmente caricato qualche colpo, lo spagnolo si è fatto trovare impreparato per la sorpresa.

Nondimeno lo sfidante ha sbagliato a credere di poter ormai gestire le cose a piacimento, perché nella decima ripresa i suoi tentativi di scambiare duramente lo hanno messo a serio rischio, con Lastra che ha messo a segno diversi sinistri al volto pericolosi mettendo nuovamente il panamense sulla difensiva. A fine dodicesimo round però i tempi erano maturi per scardinare le resistenze residue di un campione ormai molto stanco che nella tredicesima frazione è crollato sotto i montanti reiterati del rivale.

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Erik
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 Erik
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titolo che Lastra non meritava assolutamente, dopo il furto a Ortega, inspiegabile poi la qualifica in quanto lo spagnolo manco era campione nazionale 

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Bepiros
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(@bepiros)
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Uno dei campioni del mondo più scarsi che ricordo, solo in Spagna c'erano 2 o 3 piuma migliori di lui

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